Anemone coronaria L.

 A volte le parole non bastano a descrivere la bellezza della natura nella perfezione rappresentata dall’anemone coronaria, un fiore blu viola, una bulbosa che s’innalza maestosa verso il cielo per esser baciata dal vento, tanto da far litigare i due venti Zefiro e Borea. Ovidio nella sua metamorfosi, narra che fu Venere a far nascere il fiore Anemone, anemos, che dal greco significa: “vento”. 

Cresce sui terreni collinari argillosi e calcarei, preferisce luoghi freschi a ridosso delle macchie boschive, tra i pascoli e negli oliveti, da gennaio fino ad aprile. I fiori in tutta la loro bellezza, danzano, gli anemoni spettinati dal vento, nella brevità della loro fioritura.

Il nome coronaria s’ispira alla corona di stami e pistilli al centro della corolla, o dal ciuffo delle brattee poste lungo il filiforme fusto. Plinio il Vecchio identificava col “sostantivo coronaria” colei che realizza corone e ghirlande di fiori, e cioé la fioraia, quindi tale nome usato come epiteto sta semplicemente ad indicare che questo anemone veniva coltivato e venduto a scopi ornamentali, già dai tempi dell'antica Roma.

Si pensa che la pianta sia stata importata secoli fa dall’Asia Minore, e da lì poi si sia naturalizzata nelle zone mediterranee, sembra che la coltivassero anche gli Etruschi. L’anemone, quindi, sfuggita casualmente alle coltivazioni e per le mutate condizioni storiche, si sarebbe propagata in molte delle regioni mediterranee.