La Malva

Una delle piante che abitualmente vediamo in città, nei piccoli spazi verdi abbandonati, nei giardini lasciati incolti dall’amministrazione pubblica è la Malva selvatica una pianta che vegeta in tutto il suo splendore!

La malva selvatica (Malva sylvestris L., 1753) appartiene alla famiglia delle Malvaceae. È una pianta erbacea annuale o perenne. Presenta un fusto eretto o prostrato che può raggiungere dai 60 a gli 80 cm. Le foglie di forma palminervia e il margine seghettato irregolarmente. I fiori sono riuniti all'ascella delle foglie, e spuntano da aprile a ottobre, di colore rosaceo con striature scure. Ha proprietà emollienti, calmanti, antifiammatorie, espettoranti, antispasmodiche e lassative. Spesso è usata negli stati infiammatori delle mucose, della bocca, della gola, gengive fragili, nevralgie dentali, pelli arrossate, pruriti. E’ un blando lassativo, un buon regolatore intestinale, importante per l'azione protettiva che esercita a livello della mucosa intestinale infiammata.

Per uso esterno, trova applicazione come collutorio, nei casi di ascessi dentari e gengive sanguinanti. In caso di mal di denti si possono fare sciacqui con un infuso di fiori e foglie, oppure si possono applicare le foglie direttamente sulla parte dolorante, avendo l'avvertenza di schiacciarle leggermente. Indicata come impacco ed infuso per mucose irritate congiuntiviti, ulcerazioni, ascessi, emorroidi, stomatiti, infiammazioni vaginali e per detergere la pelle colpita da eritemi solari o comunque irritata. Il cataplasma ottenuto con la radice è un ottimo rimedio contro i foruncoli, per ridurre il gonfiore, o far sparire il livido degli ematomi.

  

Curiosità: Nei secoli la malva ha avuto estimatori illustri: Marziale la usava per dissipare i fumi dei bagordi, Cicerone e Catone la usavano a tavola in grande quantità, Orazio si ritemprava con malva, cicoria e olive, Plinio la considerava una panacea, con azione anche afrodisiaca; nel Medioevo e durante il Rinascimento invece si riteneva favorisse una condotta morigerata e divenne il rimedio per tutti i mali e veniva definita "omnimorbia". L'imperatore Carlo Magno volle che nel suo giardino venisse coltivata, in un'aiuola particolare, dove si raccoglievano foglie, radici e fiori per la preparazione di tisane e decotti destinati a curare i membri della famiglia imperiale. In tempi remoti si usava la malva per verificare la verginità delle fanciulle: versando l'urina di queste sulle foglie,che non dovevano seccare.

Nel linguaggio dei fiori significa pacatezza.

Raccogliere sempre le piante lontano da fonti inquinanti