Tracce della cultura araba in Sicilia

In Sicilia, troviamo giardini che hanno i lineamenti della cultura araba, caratterizzati da 200 anni di dominio, dall’827 al 1060, che toccò molti aspetti, sia nell’architettura che nell’agricoltura, e ne influenzò la cultura.

San Giovanni degli Eremiti - Palermo -

In questo periodo, molto florido, la Sicilia vide riacquistare lo splendore, dopo il dominio bizantino.

Grandi furono le innovazioni apportate dagli arabi, non restano molti esempi d’architettura, perché la politica mussulmana volta al riutilizzo delle strutture esistenti, lasciò poche testimonianze, e in epoche successive molte costrizioni vennero abbattute.

Castello della Zisa

E’ il periodo normanno, che segui, il periodo di dominazione araba, che lascia molte costruzioni in stile arabo-normanno.

Le più importanti, sull’isola, sono il castello della Zisa, il castello della Cuba, ed il Parco reale della Favara.

Castello della Zisa

Il Castello della Zisa risale al XII secolo, fu commissionato dal re Guglielmo I D'Altavilla, è nella città di Palermo e fu progettato da un architetto arabo.

Alhambra

L’elemento fondamentale del giardino arabo, era l’acqua che fuoriusciva da una sorgente, il giardino era caratterizzato da un canale lungo circa 130 mt che si collega ad un sistema di vasche d’acqua, scorreva di fronte al portale del palazzo, ricreando così l’antico canale che proseguiva dall’interno del palazzo sino alla "sala della fontana".

Originariamente questi giardini avevano un’alternanza di piante sempreverdi, fruttifere, aiuole di fiori, coltivate in forma regolare, alternate ad aree aperte con mandorleti e pergolati, orti, grandi alberi di fichi e la presenza dominante degli alberi di agrumi.