Un tetto verde al Liceo scientifico Giovanni Keplero di Roma

La resilienza urbana

Liceo scientifico Giovanni Keplero di Roma

L’idea di città resiliente rappresenta un sistema urbano che interviene e si adegua ai cambiamenti climatici, coinvolgendo attivamente tutta la comunità attraverso progetti sociali, economici e ambientali, in un processo di adattamento.

Il tetto verde realizzato sopra il liceo scientifico Giovanni Keplero a Roma è un buon esempio di resilienza urbana, una risposta concreta ai continui cambiamenti climatici in atto nelle nostre città inquinate. Lo sviluppo sostenibile di spazi verdi, in ambienti antropizzati è una scelta che qualifica e compara principalmente i benefici ambientali, economici e sociali, ancor più se a fare questa scelta è una scuola attraverso un progetto responsabile che parte dal basso e che forma futuri cittadini consapevoli.

Il liceo si trova nel quartiere “Marconi” ad altissima densità urbana; proprio perché molto inquinato è un quartiere virtuoso a sperimentazioni, volte alla riqualificazione ambientale, specie nelle scuole. La scuola media Giuseppe Bagnera, ad aprile 2016 è diventata la prima scuola smog free, grazie alla società Istech che ha installato nel cortile dei depuratori per l’aria, utili all’abbattimento delle polveri atmosferiche (sistema APA). Nello stesso periodo, il liceo Giovanni Keplero inizia il progetto del tetto verde, finalizzato a influenzare le prestazioni esterne dell’edificio, mitigare l’isola di calore, regimentare le acque piovane ed assorbire le polveri sottili per contrastare l’ambiente inquinato.

La progettazione e la realizzazione del tetto verde ha coinvolto molti docenti: il professore di scienze Roberto Casalini per l’idea didattica, il dott. Antonio Vestrella, architetto paesaggista, per la progettazione e gli alunni di diverse classi. Oltre alle aziende che hanno fornito il materiale per la messa in opera, anche il coinvolgimento della facoltà di Scienze dell’Università Roma 3 attraverso la prof.ssa Giulia Caneva e principalmente il direttore scolastico Maria Concetta Di Spigno che ha avvalorato il progetto.

In questi pochi metri quadrati “200“ realizzati a tetto verde, vi si affacciano molte abitazioni private che hanno ben gradito il lavoro che la scuola ha svolto nel costruire il giardino pensile, in quanto si percepisce una sensazione di maggiore benessere. L’architettura urbana e paesaggistica impiega il verde pensile come elemento creativo e distensivo, per riparare un ambiente degradato e sfruttato su un territorio altamente abitativo e dove gli spazi verdi comuni sono molto limitati, come le coperture di parcheggi interrati, i ritagli di spartitraffico e parte dell’ambiente naturale del greto del Tevere che disegna il limite del quartiere.