Zuppa di erbe selvatiche

Aprile è il mese in cui sbocciano fiori e si sentono all’alba, anche in città, uccelli cantare!

Ci mettiamo subito in moto di prima mattina, dirigendoci in campagna alla ricerca delle piante, utili e buone per preparare la nostra zuppa selvatica, ricca di minerali, vitamine e fibre, le piante spontanee ci riportano indietro nel tempo, quando i nostri antenati si nutrivano quasi esclusivamente di alimenti naturali, dal sapore genuino. Le piante spontanee, oltre che per le loro caratteristiche nutrizionali, sono benefiche per l’organismo in quanto non contengono residui chimici utilizzati in agricoltura, ovviamente, mai raccoglierle lungo la strada. Le piante devono esser raccolte sempre prima della fioritura, e solo quelle che si è sicuri di riconoscere.

Le piante  della famiglia delle Asteraceae:

  • Costolina Hypochoeris radicata L.: cruda in insalata dato che non è amara, insieme ad altre erbe spontanee nei classici mischietti. Si consuma anche lessata e ripassata in padella con aglio e peperoncino, aggiunta alla cicoria per rendere il piatto meno amaro e forte. Usata anche per minestre, zuppe, focacce e frittate.

 

Rosetta basale e fioritura della Costolina;

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  • Radicchiella vescicosa Crepis vesicaria L.: la rosetta ancora allo stadio giovanile e si può consumare cruda in insalata, sola o nelle misticanze oppure lessa, condita con olio limone o saltata in padella con olio ed aglio o cipolla a piacere. Si può utilizzare mista ad altre verdure per fare minestre, frittate o tortini di verdure, ricotta e formaggi.

 

Rosetta basale e fioritura della Radicchiella vescicosa;

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  • Grespino comune Sonchus oleraceus L.: per minestre, frittate e ripieni.

 

Rosetta basale e fioritura del Grespino comune;

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Caccialepre Reichardia picroides L.: le foglie tenere della rosetta basale crude sono un'ottima insalata, sia da sole che con altre erbe dolci, ed entrano a far parte del cosiddetto “mischietto”.Ottimo con la salsa di acciughe, le foglie più dure lessate e condite con olio sale limone od aceto, oppure ripassate in padella da sole o insieme ad altre erbe più amare. E’ utilizzato per fare zuppe vegetali, come l’acquacotta della Tuscia, nei fagioli, all’interno di focacce salate e ripieni in genere.

 

Rosetta basale e fioritura del Caccialepre;

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  • Tarassaco Taraxacum officinal Weber: le foglie possono essere anche stufate in padella, solo con olio e uno spicchio d’aglio, e poi condite con del limone; sono buonissime aggiunte alle frittate, nelle torte salate e nelle zuppe, ma anche nel ripieno della pasta fresca.

 

Rosetta basale e fiore del tarassaco.

FOTO: brightraysofhope.files.wordpress.com/2015/01/dsc00856.jpg

FOTO: actaplantarum.org